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La mia nuova stanza mi piaceva un sacco!
Era circolare e molto grande. Anche i mobili erano circolari, intere scaffalature su cui metterci di tutto. A sinistra della porta un letto era appoggiato alla parete, la spalliera era arrotondata per incastrarsi con il muro ma alla fine era come un letto normale e la scrivania era sistemata ai suoi piedi. Le tende rosa cadevano leggere sul pavimento, coprivano una finestra ad arco. Notai che le inferiate erano state tolte. Il tappeto circolare al centro della stanza era uno di quelli belli, orientale, viola e nero. Anche le mie cose avevano preso il loro posto. Con il tempo ricoprii quanto più possibile i muri di mattoni con poster e foto. Non dovevo più dar conto a nessuno.
Nel frattempo avevo colto anche l'occasione per chiedere scusa a Dorothy per quanto accadde quella mattina nell'ufficio di Ninfa. Lui pensava che fosse stato giusto che sapesse, da quel giorno Kelly non infastidiva più né me né lui. Tutto era diventato molto più tranquillo.
Le cose però non cambiarono molto, avevo la mia stanza e un po' di tranquillità l'avevo ottenuta, ma nessuno ancora aveva cercato di guardare al di là delle apparenze. A me comunque non importava più di tanto, non avevo bisogno di amiche o amici per imparare a materializzare oggetti o a prevedere il futuro.
Il freddo era finalmente arrivato, ottobre quasi finito e ormai ero in quella scuola da un mese. Avevo imparato a materializzare piccoli oggetti di cui conoscevo forme e colori e stavo cercando di capire come fosse possibile che vedessi sempre la sua immagine ma ancora con lo sfondo bianco, come nella prima visione. La professoressa Eveline diceva che era perché ancora dovevo fare della pratica. E credetemi, ne facevo più di quanto una persona normale può pensare!
Già da una settimana sulla mia scrivania c'era un foglio con un avviso:
«Lezione di Disciplina: Si informano tutti gli studenti che nella giornata di sabato 23 ottobre verrà svolta la lezione di Disciplina dalle ore 14.30 alle ore 16.00 in quanto la Luna Piena si verificherà nella nottata di mercoledì 27 ottobre.
Ricevimento Genitori: Si pregano i genitori di tutti i nuovi studenti di presentarsi per il primo ricevimento che avverrà nella Sala Grande nella giornata di sabato 30 ottobre dalle ore 14.00 alle ore 19.00. Seguirà una cena con studenti e professori.
Ricevimento nuovi arrivati: In seguito al ricevimento dei genitori, avverrà il Ricevimento Generale dei Nuovi Studenti nella giornata di domenica 31 ottobre dalle ore 8.00. Si pregano tutti gli studenti di Mond di essere presenti e puntuali per dare il benvenuto ai nuovi compagni.»
Non volevo affatto pensare cosa sarebbe potuto accadere se mamma fosse entrare in quella scuola. Lei sarebbe svenuta dall'emozione, ma gli altri genitori si sarebbero comportati come i figli si comportavano con me? Mamma comunque era felice di venir a parlare con Ninfa, aveva già ricevuto il suo avviso e appena lo aveva trovato nella buchetta della posta mi aveva chiamata. Per fortuna non ero a lezione, così potei sentire tutta la sua gioia sprizzare dal telefono. Comunque ero felice per lei.
Sabato 23 ottobre arrivò in fretta, dopo pranzo salii in camera per prendere la mia giacca e uscire poi nella serra di Divinazione. La professoressa Savine ci stava aspettando, sapeva che ci sarebbe voluto del tempo per riunirsi tutti dopo l'ora di pranzo. Sostanzialmente Divinazione serviva a studiare ogni tipo di pianta, da quelle velenose a quelle che donavano longevità. Capii che le tisane di Ninfa erano a base di quelle strane piante, per avere centocinquanta anni li portava troppo bene!
Ecco che dopo un'ora di Divinazione, quel sabato avevamo anche un'ora e mezza di Disciplina. La prima lezione di Disciplina.
Seguii la corrente di studenti fino alla Sala Grande, ognuno prese il proprio posto, i soliti posti. Non sapevo se avrei dovuto prendere appunti, quindi per sicurezza mi portai dietro un quaderno e una penna. Quando tutti ebbero preso posto e anche tutti i professori erano seduti alle loro poltrone della grande tavolata, dalla porta dietro di loro uscì Ninfa. E si era cambiata abito. Ora ne indossava uno verde smeraldo, sempre lungo con le bretelle larghe. I lunghi capelli cadevano su tutta la schiena, coprendola. Non si sedette al suo trono ma raggiunse il centro del rialzo dove era posto un leggio con un microfono. Era pazza se voleva affrontare un'ora e mezza di lezione in piedi!
E infatti...
«Buon pomeriggio a tutti! Spero che abbiate tenuto una buona lezione con i vostri professori questa mattina...» Tutti, chi più e chi meno, annuimmo. «...Bene, vedo che dopo un mese i nuovi arrivati si sono già ambientati e io ho avuto il piacere di parlare molto con alcuni di voi per conoscervi meglio. Spero che questo potrà accadere anche con tutti gli altri. A questo proposito colgo l'occasione per ricordarvi anche che la prossima settimana accoglieremo l'ultimo gruppo di novizi di quest'anno e che siete tutti invitati a non ritardare alla cerimonia di ricevimento. Per tutti i dettagli comunque potete trovare gli avvisi nelle vostre camere a breve, per quelli a cui ancora non è arrivato! Dopo di che sono lieta di annunciarvi che questo mercoledì saremo in compagnia della luna piena e che, per chi ancora non lo sapesse o se ne fosse dimenticato, ci sono alcuni accorgimenti che dovete conoscere e alcune regole che dovete severamente rispettare. Ho chiesto al professore di Storia, Gherard, di riprendere un po' i punti fondamentali della nostra nascita.»
Mi limitai ad ascoltare senza seguire, tanto la storia già la sapevo. C'erano tre ragazze, Luçia, Monya e Jodie che nel 1638, durante la loro solita passeggiata serale, si trovarono in riva al lago delle più lontane campagne berlinesi. Accidentalmente il fazzoletto di Jodie, con un colpo di vento, cadde al largo delle acque.
''Dai, facciamo una gara!'' Disse Jodie ''Chi prende per prima il fazzoletto lo tiene!''
Così le tre ragazze si immersero contemporaneamente nuotando fino al centro del lago. Per loro la luna piena non era un problema, non lo era ancora. In cerchio al centro delle acque cercavano ancora quel piccolo pezzo di stoffa, quando la luna emise un enorme fascio di luce che cadde in mezzo a loro e le ricoprì totalmente. Luçia, Monya e Jodie rimasero ad assistere curiose fino a quando quella piccola palla bianca così lontana ritrasse il suo unico tentacolo e loro poterono uscire dal lago. Da quel giorno tutto cambiò, da quel giorno ad ogni verificarsi della luna piena le tre ragazze avevano brama di un qualcosa che fino a qualche tempo prima avrebbero considerato disgustoso. Da quel giorno spezzarono i cuori di molti ragazzi, spezzarono le vite di altrettanti ragazzi, fino a quando ognuna di loro trovò quello giusto per mandare avanti le generazioni con il Simbolo, fino a noi. Per finire, Jodie morì nel 1680 all'età di 60 anni, Luçia morì nel 1692 all'età di 72 anni e Monya, rimasta sola, morì nell'anno seguente all'età di 73 anni. Comunque avevano già avuto figli e nipoti, il Simbolo sarebbe durato in eterno.
«Con questo inizio il discorso sugli accorgimenti per concludere poi con le regole da rispettare severamente.»
Certo, per noi novizi la brama era ancora del tutto assente ma quelli del terzo dovevano essere tenuti strettamente sotto controllo o avrebbero causato seri problemi. Ninfa ci spiegò che presto avremmo cominciato a sentire gli odori molto più distintamente di adesso.
«Faccio un esempio, se ora vi avvicinate al vostro vicino potete sentire l'odore della pelle, in alcuni casi faticate anche. Ma già dall'anno prossimo, comincerete a sentirle molto meglio, stando fermi al vostro posto.»
Beh, ancora non ci vedevo nulla di male, alla fine se si trattava solo degli odori di quelli con il Simbolo andava bene!
«Come ho già spiegato ad ognuno di voi alla prima visita nel mio ufficio, non c'è bisogno di preoccuparsi se si è capaci di sentire così bene gli odori e i profumi. C'è bisogno di stare attenti e fermarsi a ragionare quando questo accade nella notte della luna piena. Perché in quella nottata saremo molto più vulnerabili.»
Ma siccome la cosa ancora non mi toccava pienamente, in quanto ero soltanto al primo e avevo il Simbolo solo da poco più di quattro settimane, iniziai a scarabocchiare sul quaderno. Tanto avrei avuto tantissime altre occasioni per stare attenta e seguire meglio.
Difatti mercoledì 27 ottobre non fu una giornata tanto facile.
Mi alzai con le tempie che pulsavano, quasi stavo pensando di saltare le lezioni, ma non sarebbe servito a molto. Con il passare del tempo, soprattutto dopo le due ore di Leggibilità, dalle tempie il male si espanse a tutta la testa e iniziai anche a sentirmi molto, molto strana. Però non pensai che potesse essere qualcosa riferita alla luna di quella notte, Ninfa aveva detto che avremmo sentito distintamente anche tutti gli odori e io, personalmente, non riuscivo a sentire nemmeno il mio! Quindi mi tranquillizzai, mi sarei poi presa un'aspirina dopo pranzo.
E lo feci davvero, avevo una fame che non avevo mai avuto e appena dieci minuti prima della campana di fine ''ricreazione'' riuscii a prendere la mia medicina sperando che facesse effetto prima di entrare nell'aula di Profezia. Purtroppo ci mise molto più tempo ma grazie al cielo il professor Dorothy quel pomeriggio pensò che fosse meglio andare avanti con la teoria, quindi mi abbandonai completamente sulla mia mano con il gomito schiacciato sul banco e presi a disegnare sul libro. Comunque avrei studiato dopo, nel pomeriggio, non avevo bisogno di seguire.
O forse si.
Cinque minuti prima della campana, tutti chiusero i propri libri e anche io, in mezzo al gregge, cominciai a prepararmi psicologicamente per la lezione di Storia.
«Scusa...» Mi sentii chiamare alle spalle mentre cercavo di infilarmi tra gli studenti per uscire dalla classe.
«Oh??» Mi voltai arrossendo immediatamente. Il professore sorrise, fui maledettamente maleducata.
«Si, ehm, mi chiedevo come mai non fossi stata attenta durante tutta la lezione.»
«Ah si è notato?» -Sfacciata, come ti salta in mente di parlare così ad un professore? E per di più il più bello tra tutti?! Oh no, ci risiamo. Kelly mi ammazza se lo scopre.- Scossi la testa cercando di ritornare al discorso di Dorothy.
«...Allora?»
«Ah...Eh?»
«Dicevo, forse la lezione è stata noiosa?»
«No, no assolutamente no.»
«Ti vedo turbata, è successo qualcosa?»
«Mhm, no. Cioè, forse. Non mi sento tanto bene oggi, tutto qui.»
«Capisco, beh capita a tutti. Ma potevi restare nella tua stanza per riposarti.»
«Potevo davvero?»
«Certo, bastava dirlo a Ninfa. Se stai male certamente non puoi peggiorare la situazione sforzandoti così, per un giorno non è mai morto nessuno!»
«Ah, bene, allora... Adesso che lo so, credo che domani non verrò a lezione.»
«Più che altro, credo che salterai anche quella di Storia che hai ora, vero?»
«Beh, ad essere sincera, non ci avevo pensato. Mi ha dato una buona idea prof!»
Dorothy roteò gli occhi sorridendo, immaginavo che dentro di sé pensasse -Oddio cos'ho combinato!- Sorrisi a mia volta, quell'immagine di lui mi faceva morire!
«Ok, allora forse è meglio se... Se ora vai nella tua camera e ti riposi.»
«Si, credo sia meglio.» Lo salutai con un sorriso e mi avvicinai alla porta.
«Ah, Monica.» Mi voltai appena in tempo per vedere il suo braccio passarmi accanto e chiudere la porta.
«Si?»
«Ho saputo del tuo Simbolo.»
Ah, il mio Simbolo, si, qualche giorno prima lo avevo visto leggermente più ingrandito e non sapevo come, la notizia si era sparsa per tutta la scuola. La cosa comunque non mi turbava più di tanto.
«Si, è leggermente più grande rispetto a quello di tutti i miei compagni del primo.»
«Posso... Posso vederlo?»
Pensai che fosse solo curiosità, quindi abbassai il colletto della camicia tirando anche quello della felpa fino a scoprire la luna sul mio petto. Sembrava che Dorothy ne fosse affascinato, tanto da posare delicatamente l'indice sui suoi contorni.
«E'... E' più spesso, o sbaglio?»
«Si, cioè no non sbaglia. Non riesco a capire come questo sia possibile.»
«Sei diversa dagli altri, l'ho capito appena sei entrata nella mia aula.» Sentivo il suo respiro sfiorarmi il viso.
«Ah... Ma... Io non faccio nulla per essere diversa dagli altri.»
«Lo so, ma riesci già a materializzare gli oggetti, questo basta. Per non parlare del fatto che vieni da una famiglia che non ha il Simbolo.» Ci risiamo con questo discorso.
«Ed è questo che mi rende così...?» Oddio, oddio, oddio!!! Stavo sussurrando anche io.
«...Così speciale.»
Tanto da permettergli di appoggiare le sue labbra sulle mie. Ebbi un fremito, un brivido che mi percorse tutta poi la sensazione che tutto ciò era sbagliato ma che comunque doveva andare avanti. E io non lo fermai. Lasciai che muovesse delicatamente la bocca contro la mia, lasciai che il suo sapore si mescolasse con il mio, lasciai che il suo odore invadesse i miei polmoni, scorresse nelle vene per esplodere poi nel mio cuore. Sentivo il sangue pulsare attraverso le sue vene, mi bastò sfiorare il suo collo per percepire il battito del suo cuore. La cosa mi piacque, e non poco, tanto da voler andare oltre.
Ma lui mi fermò.
«No, no, no e ancora no! Che cosa ho fatto? Stiamo sbagliando tutto.»
«Già, forse.»
«Scusa, non avrei dovuto.»
«No, penso di no.»
«Faresti meglio a tornare nella tua stanza, o ancor meglio, ad andare a lezione. Il professore di Storia ti starà aspettando.»
«Si, è meglio che io vada.»
Mi affrettai ad abbandonare l'aula di Profezia lasciandomi Dorothy, le sue labbra, il suo sapore e più di tutti il suo odore alle spalle.
Deviai la rotta verso l'aula di Storia per raggiungere la mia stanza. Il mal di testa si era fatto molto più forte e dopo quello che era successo non credevo affatto che sarei stata in grado di affrontare una lezione così pesante e noiosa.
Mi sigillai in camera e rimasi distesa sul mio letto a pancia in giù a pensare a tutti gli errori che stavo commettendo (o che avevo ripreso a commettere).
Non avevo la minima intenzione di assistere alla lezione di Storia, il mal di testa si era fatto allucinante e l'aspirina non era servita ad un bel niente!
Tra tutti gli errori a cui stavo pensando però, sorgeva una piccola speranza. Ninfa aveva detto che quello di domenica sarebbe stato l'ultimo ricevimento generale dei nuovi arrivati dell'anno. Anche se Alice era nata a dicembre, come tutti gli altri di quel mese, avrebbe potuto anche essere Scelta ed entrare a far parte di Mond già da domenica. Se ci fosse stata lei sarebbe diventato tutto più facile, tutto più divertente. Avrei continuato a sperare fino a domenica, nel frattempo avevo il problema di mamma. Tra tre giorni c'era il ricevimento dei genitori e lei sarebbe stata l'unica senza Simbolo, cosa avrebbero pensato? L'avrebbero trattata allo stesso modo di come trattavano me? E soprattutto, avrei dovuto informala di quello che c'era stato tra la sua piccola bambina e il magnifico professor Dorothy? Ad ogni modo avrei fatto meglio a prendere le distanze da lui.
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