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Le feci vedere tutta la scuola, anche se già la conosceva grazie al sito internet. Quindi non ci volle molto per arrivare alla camera.«E questo?» Luna corse a darle il benvenuto strusciandosi attorno alle sue gambe.
«Lei è Luna, la mia...La nostra coinquilina.»
«Non sapevo si potessero tenere animali!»
«In teoria non si potrebbe, ma si era persa e Ninfa mi ha dato il permesso di prendermi cura di lei.»
«Che bello! Wow, la stanza è magnif...Oddiiiiio!!!!» Corse al di là del mio letto, accanto alla porta del bagno, per sfiorare i poster che avevo attaccato al muro.
«Non mi dire!!! Li conosci??» Le chiesi io, stupita.
«Li conosco? Cioè, scherzi? Loro sono loro. I miei cantanti preferiti, il mio tutto!!»
Unii le mani al petto alzando gli occhi chiusi al cielo «Dio ti ringrazio per avermi mandato una ragazza intelligente.»
«Abbiamo qualcosa di cui parlare.»
«Direi di si.»
Dopo che Martina ebbe sistemato le sue cose nell'armadio e nel bagno, la invitai a sedersi sul mio letto. Una di fronte all'altra a gambe incrociate iniziammo a parlare, i nostri toni erano calmi e pacati e le espressioni sui nostri giovani visi erano costantemente sorridenti.
«Allora dimmi, da dove vieni?»
«Da Firenze. Che non s'era sentito?»
«Eccome se si era sentito, soprattutto per me che sono abituata alla ''s'' bolognese.»
«Quindi sei di Bologna. Beh, si ritorna in Italia insieme...Quando sarà il momento.»
«Ottima idea. Beh, hai diciotto anni anche tu...»
«Alt. No. Ne ho ancora diciassette. I diciotto li faccio l'11 di novembre.»
«Ah. È vero, questo era l'ultimo Ricevimento degli Studenti. Beh, così ti faccio gli auguri puntuali.»
«Assolutamente.»
«Beh allora... Ti chiami Martina, vieni da Firenze, sei una loro fan e hai quasi diciotto anni. Fidanzata?»
«Direi di no, meglio così eh!!»
«Come meglio così?» Sorrisi un po' perplessa.
«Ma si, alla fine sono ancora giovane... Ne ho di tempo per trovare un fidanzato!»
«Ah si, su questo hai proprio ragione!»
«Quindi tu lo hai il fidanzato?»
«Devo dedurre che sul blog non hanno scritto nulla in merito?»
«No, non c'è scritto se sei fidanzata o no. Perché, è una cosa che non si dovrebbe sapere?»
«Mhm, si dovrebbe sapere se ho il fidanzato o no e non ce l'ho!! Ma non si dovrebbe sapere quello che sta succedendo in questo periodo...»
«E cosa sta succedendo in questo periodo?» Dovevo dirglielo, dovevo confidarmi con qualcuno e l'unico qualcuno che conoscevo era lei. Ormai avevo capito com'era fatta, ormai avevo capito che sarebbe stata un'ottima amica, avevo capito che avrebbe anche potuto occupare il posto che Alice (volente o nolente) aveva lasciato vuoto e che tutto ciò che le avrei detto non lo sarebbe andato a raccontare in giro.
«Beh, tu i professori ancora non li conosci no?»
«Eh no, cioè avuto modo di vederli prima...Ma non so come si chiamano o che cosa insegnano.»
«Ok, allora domani capirai perché adesso ti sto dicendo queste cose. C'è il professore di Profezia...Sai cos'è Profezia si?» Si scema, a lei i genitori glielo hanno spiegato!
«Si si, è tipo la capacità di prevedere il futuro. Ma che c'entra?»
«E' proprio quella... C'entra che all'inizio, Dorothy, si chiama così il prof, ci ha detto che lui sarà nostro amico e che spera che potremmo diventarlo anche noi. Detta così suona malissimo, ma io e Dorothy siamo davvero diventati amici.»
«Noooo e come??? Raccontami tutto!!» Si sistemò meglio a gambe incrociate stringendo tra le braccia il mio cuscino giallo.
«E' successo che, sempre alla prima lezione, mi ha fatta presentare davanti a tutta la classe e dopo lo ha fatto anche con gli altri nuovi, solo che subito siamo entrati nell'argomento io-non-ho-i-genitori-di-Mond, o almeno, lui è entrato in quell'argomento e dopo le due ore mi ha chiesto scusa e insomma abbiamo parlato. Poi ha iniziato ad accompagnarmi alla camera, che all'inizio non era questa ma era al terzo piano insieme a Kelly, come già saprai.»
«Si si, lo so già. Tutto questo non c'è scritto sul blog.»
«E per fortuna! Lo sappiamo solo io e lui e... Forse Ninfa... Ma questi sono i problemi che vengono dopo. Saprai anche che ho avuto da discutere con Kelly nell'ufficio di Ninfa, questa storia l'hanno scritta?»
«Hanno scritto solo che tu avevi lasciato un messaggio a Kelly sul prof perché lei ti aveva rotto la foto e fidati, hai tutta la mia stima per quello che hai scritto!! Sicuramente lei se lo voleva fare solo per prendere buoni voti!!»
«Il punto è questo: me lo sono fatto io e non lei.»
«COOOOOSA???» Schizzò in ginocchio con gli occhi fuori dalle orbite.
«Ehm... Si! Non è che abbiamo fatto...Ehm...Quello...Ma ci siamo baciati e lui mi ha fatto questo.» Spostai i capelli mostrandole la macchiolina rossa.
«Oh mio Dio!! Monicaaa!!! Quello è un succhiotto!! Ed è pure gigante!!»
«Già, e sai quando ce ne siamo accorti? Io e lui...» Martina scosse la testa, capii dal suo sguardo che quella era la sua unica risposta, non avrebbe parlato fino alla mia risposta «Ieri pomeriggio. Nell'ufficio di Ninfa. Durante il Ricevimento. Davanti a mia mamma. E a tutti i professori.»
«Oddio vuoi prendermi in giro??»
«Eh no, è tutta la verità! Tu non puoi nemmeno immaginare lo sguardo che ha fatto quando lo ha visto!!»
«Ma com'è successo?»
«Allora, praticamente c'era Ninfa alla sua scrivania e tutt'intorno gli altri professori e io e mia mamma eravamo sedute davanti a loro. Ninfa stava parlando poi io tipo rispondendo mi sono spostata i capelli ma dall'altro lato quindi ho messo in mostra questo tesorino rosso. Dorothy ha fatto tipo questa faccia» Spalancai occhi e bocca cercando di imitare alla meno peggio lo sguardo che aveva fatto lui poi ripresi a parlare «E ha iniziato a scuotere la testa come a dire ''Cavolo, spostati quei capelli lerci, unti e consunti che ti ritrovi! Per l'amor del cielo, il posto di professore lo voglio ancora, non voglio finire in mezzo alla strada per colpa tua e di quel succhiotto di bip!!!'' Il problema è che io sono talmente idiota che non capivo cosa mi stesse dicendo, quindi i capelli li ho tenuti lì fino a quando non salta su Ninfa ''Monica, cos'hai sul collo?'' e io tranquilla ''Niente''!!»
«Ti prego continua, è bello sentirti parlare ma... Oddiiiio mi immagino il professore!!!»
«No guarda, meglio che non lo fai!! Va beh, comunque poi Ninfa ha materializzato uno specchietto bellissimo che prima o poi le devo fregare!! Mi sono guardata e... Silenzio. ''Ah, ehm, deve essere stata Luna!'' certo che scusa peggiore di questa non potevo trovarla!!»
«Se Luna fosse stata una tigre, forse....»
«Ahah dici che mi avrebbe creduta?»
«No, però va bene lo stesso!»
«Va beh, alla fine non ha chiesto altro. Il problema è che mamma ha capito tutto.»
«E che ha detto? Scusa se te lo dico, ma se fosse successo a mia figlia non so che le avrei fatto!»
«Noo, mamma non è cattiva. Ha detto pure che il prof è bello!! Ma che devo stare attenta e fermare questa cosa sul nascere anche se penso che ormai sia già nata.»
«Oh beh, non credo che tu sia così stupida da farla crescere.»
«No, direi che non voglio proprio che succeda una cosa del genere! Va boh, cambiamo discorso...» Restai immobile a fissarla per qualche secondo mentre anche lei cercava qualche altro argomento su cui parlare aspettando che Ninfa chiamasse Martina. La guardai cercando di studiarla, cercando di capire se era proprio lei la persona giusta per fare una cosa del genere.
«Perché mi guardi così?» Alzò le sopracciglia, intimorita.
«No scusa, scommetto che il mio sguardo fosse inquietante. Ma mi stavo chiedendo se...» Scesi dal letto inginocchiandomi davanti al comodino, aprii il cassetto e ne estrassi i due biglietti.
«Se?»
Mi rialzai e tornai a sedermi di fronte a lei «...Mi stavo chiedendo se per caso, non sia tu la persona giusta per una cosa simile. Proviamo.» Le porsi un biglietto e vidi che esitava, allora la incoraggiai «Prendilo.»
«E' quello che penso che sia?» Mi chiese portandosi il cartoncino giallo davanti al viso.
«Se è la stessa cosa che penso io, si è quello che pensi tu!»
«Oh. Mio. Dio!!!!!» All'improvviso mi abbracciò e io lo ricambiai, ma la sua domanda mi lasciò senza parole «Di chi è? Voglio dire, uno sarà sicuramente tuo ma se ne hai due, qualcuno dovrà venire con te!»
«Marty hai bevuto?! Questo è per te!!!»
«Per...? Oddiiiiooooo!!!!» Mi abbracciò di nuovo ridendo di felicità.
«Sei la prima persona che vuole essere mia amica, sei la prima persona che incontro qui con i miei stessi gusti! Chi pensavi che chiamassi a venire insieme a me??»
«Dio grazie, grazie, grazie!!!!»
«Non devi ringraziarmi, sono felice di averlo dato a te e sono sicura che sarà una serata indimenticabile!! Consideralo un po' come il mio regalo per tuo compleanno, guarda, è proprio due giorni dopo!»
«Oddio è vero, è il 13!! Grazieee!!» Poi all'improvviso si fermò e fece quasi una smorfia di dolore «Ahu!! Ma che cavolo è??» Si massaggiò la parte sinistra del petto.
«Ti brucia il Simbolo?»
«Si, un casino!!»
«Ci farai l'abitudine, ormai io non lo sento più. È Ninfa che ti sta chiamando per il colloquio, chiamiamolo così.»
«Oh mamma, ho paurissima!! E non so nemmeno dov'è l'ufficio!»
«Tranquilla, ti spiega solo come funziona qui, ci vorrà un quarto d'ora o poco più. Ti accompagno.»
Lasciammo i biglietti sul letto e chiusi la porta a chiave. Non parlammo più lungo i corridoi, io ero troppo intenta a pregare Dio di non farmi incontrare Dorothy anche se il mio stomaco diceva tutto l'incontrario e Martina, oddio Martina non lo so a cosa stesse pensando! Forse era in ansia per quello che le avrebbe detto Ninfa. Era del tutto comprensibile, dopotutto.
«Ecco, l'ufficio è qui. Ti aspetto fuori, ok?»
«No tranquilla, vai pure in camera. Luna miagolava quando siamo uscite e io so ritrovare la strada di casa.»
«Sicura?»
«Vai!!» Mi sorrise ed entrò, restai lì davanti fino a quando chiuse la porta poi mi girai e lentamente mi avviai a tornare in camera.
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